Sant’Oro

Michele Santoro può piacere o non piacere, personalmente lo trovo abbastanza fazioso e ultimamente anche un po’ noioso. Niente in confronto all’agguerrito presentatore dei tempi di Sciuscià e Il raggio verde. Detto questo la scelta della Rai di privarsi di Annozero è semplicemente folle in termini puramente economici.
I dati parlano chiaro: lo share del programma è passato dal 13,5% del primo anno (2006) al 20,7% di quest’anno, con tutto quello che questo significa in termini di pubblicità raccolta. Nello stesso lasso di tempo lo share medio di RaiDue in fascia serale è sceso dal 10,9% all’8,8%; così, giusto per dire.

Ora, posto che ciascuno è libero di gioire e festeggiare per quello che ritiene più opportuno, sarebbe davvero il caso che i giornalisti (sic.) di Libero e del Giornale ammettessero il fatto che la trasmissione di Santoro sia una delle poche che costano meno di quanto rendono in termini di fatturato pubblicitario. Poi sarebbe il caso che confrontassero quei dati con quelli delle trasmissioni di Vespa e Paragone. Infine sarebbe auspicabile che riconoscessero come il servizio pubblico radiotelevisivo pagato dai cittadini italiani si sia privato di un programma che non pesava minimamente sulle loro tasche, riuscendo – evento più unico che raro – a portare degli utili nelle casse di mamma Rai a fine anno.

Si tratta di aritmetica da quarta elementare, non di sottili ragionamenti politologici.

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